
Il nuovo quartiere 5square in zona Vigentino a Milano – dove è situato il nostro appartamento “Freccia”
O niente, o tutto insieme. Alle volte capita così e bisogna gestirla…
Anna ha terminato il proprio lavoro a settembre scorso con la conclusione del suo contratto stagionale. È stata un’esperienza ricca, intensa, soddisfacente e per questo poi rimpianta. Benché Anna si sia appena diplomata e conosca ancora per sommi capi il mondo del lavoro, ci si è buttata con entusiasmo e impegno, come fa per qualsiasi cosa. Ha imparato che è una grande venditrice e che ha talento. Ha imparato anche non ci si presenta in ritardo all’inizio del turno, che è importante scegliere il vestito giusto e che “la malattia” va richiesta se si sta male… e, insomma, era convinta che il successivo lavoro l’avrebbe trovato facilmente e che, dopo questa esperienza, sarebbe stata pronta.
Invece no, non è andata in questo modo. Ha passato mesi a inoltrare candidature e a inviare cv. Si è iscritta alle agenzie interinali e, per non rimanere con le mani in mano, ha portato fisicamente il curriculum ai punti vendita più in linea con ciò che vorrebbe fare.
E niente. Pochi colloqui, nessun feedback, alcune proposte deprimenti anche per un giovane che inizia da zero e vuole imparare. Anna ha conosciuto un altro aspetto del modo del lavoro purtroppo diffuso e tristemente noto. A dicembre ha svolto lavori occasionali e poi ha accettato una collaborazione a provvigione. Resta fuori casa a lungo e trascura l’altro “mestiere” che deve svolgere, quello di cercare un’occupazione adeguata. È stanca, ha perso un po’ del suo entusiasmo, inizia a non credere più ai colloqui, alle selezioni, al fatto che qualcosa cambierà, inevitabilmente.
Quanto può essere difficile per una ragazza senza una famiglia, entrare sola nel “mondo dei grandi”? Confrontarsi con le aziende, con le valutazioni, con i lunghi silenzi che ne seguono? Quanto coraggio ci devi mettere per farcela? Attendere è faticoso, se hai vent’anni relativizzare, distanziarsi e conservare fiducia non è scontato.
Ad aprile il telefono è squillato per una novità: una vecchia candidatura che ora è diventata un’offerta di tirocinio. Ad aprile e un giorno, un colloquio che Anna ha fatto con poca convinzione, dice di volerla assumere a tempo determinato. L’azienda è una di quelle giuste, che lei guardava con interesse, e la selezionatrice, in coda all’incontro, le fa intendere che è piaciuta anche allo store manager. Ora si possono fare dei piani e guardare all’estate con la speranza di una piccola vacanza. La vita ha cambiato prospettive. A volte basta poco, basta un incontro fortunato e, nel suo caso, meritato!
Il nostro lavoro con i ragazzi consiste nel non lasciarli soli nella delusione e aiutarli, giorno dopo giorno, ad alzare il viso verso un orizzonte che li guarda.
Buon (nuovo) inizio Anna.
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Nell’appartamento educativo per la semi autonomia Freccia (nel nuovo quartiere milanese di 5square) aiutiamo ragazzi e ragazze neo maggiorenni che vengono da famiglie fragili o contesti difficili a entrare nel “mondo dei Grandi”. L’inserimento lavorativo e quello sociale che ne consegue sono tra gli obiettivi principali, insieme all’apprendimento di quelle piccole e grandi faccende che portano un giovane a sapersi occupare di sé.
Incrociamo così storie e percorsi differenti che accompagniamo fino al raggiungimento degli obiettivi prefissi dagli ragazzi stessi.
